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Riccio

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RiccioRiccio
Erinaceus europaeus

 

SISTEMATICA
° Gruppo Mammiferi
° Specie Insettivora/Onnivora

 

IDENTIFICAZIONE
Pacifico e solitario, il Riccio si distingue per la sua apparente inoffensività. E' un animale tendenzialmente mite e socevole, infatti in cattività tende ad affezionarsi e ad adattarsi facilmente alla vita domestica. E' caratterizzato da una struttura marrone scuro/nera nella parte più interna della fitta "corazza" di spine e più chiara verso la sommità delle stesse. Ogni spina viene controllata da un muscolo che ne permette l'inclinazione orizzontale o verticale in caso di necessità e per difesa. Penetrare le sue contromisure, quando aggredito, è estremamente difficile se non impossibile per la maggior parte dei suoi predatori che devono fare i conti non solo con le spine del dorso ma anche con i suoi acuminati dentini e le zampette munite di utilissimi artigli impiegati anche per scavare tane, e per scovare il cibo più nascosto tra il fogliame e nel terreno.

 

DIMENSIONI
Dai 20/25 ai 35cm circa

 

PESO
700 / 1300 g

 

ALTRO
Il Riccio è una specie protetta.

 

HABITAT
Preferisce prevalentemente i terreni coltivati, zone boschive, spazi aperti e brughiere. Ciò non esclude però di poterlo trovare anche in grandi orti, giardini e zone periferiche o semicentrali di città e paesi.

 

ALIMENTAZIONE
Il riccio si nutre prevalentemente di insetti, da qui la sua classificazione come insectivoro. Tuttavia è anche ghiotto di mele , carne e frutta in generale. Per questo motivo, nelle zone semicentrali e periferiche di molte città e paesi, è facile rilevarne la presenza in giardini o frutteti/orti magari vedendoselo ballonzolare proprio davanti la porta di casa. Non è assolutamente un animale nocivo che mette in pericolo l'ambiente nel quale viviamo. Si vocifera che il riccio, sia in grado di trasportare il cibo (mele e frutti in generale) nella propria tana infilzandolo e trasportandolo sul dorso.

 

NOTE
Caso nel quale vi imbattiate in un riccio magari rimasto intrappolato in un garage o in qualche terrazza isolata, basterà spingerlo delicatamente in una scatola di cartone per poi rilasciarlo in un bosco nei paraggi o in montagna. E' difficilissimo ferirsi con i suoi aculei, ma è bene utilizzare dei guanti in pelle (tipo quelli da lavoro) in caso di contatto ma tenete presente che non si parla di un Istrice , non proietta assolutamente i suoi aculei che non sono velenosi e per i più esperti (comunque ALTAMENTE SCONSIGLIATO) è anche possibile accarezzarlo sul dorso.

Ultimo aggiornamento Giovedì 29 Luglio 2010 09:25  

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